Nonostante i potenziali datori di lavoro siano sempre interessati alle tue competenze tecniche ed esperienze lavorative passate, saranno già in grado di estrapolare la maggior parte di queste informazioni dal tuo curriculum vitae.

Ecco perché la chiave per affrontare un colloquio di lavoroe passare il processo di selezione è parlare dei tuoi successi professionali in modo coinvolgente, dando una risposta dettagliata che metta in evidenza i migliori indicatori che faranno capire che le tue performance future non deluderanno.

Essere un esperto nel tuo campo non significa essere anche un bravo story-teller (un narratore) ed è qui che l’ottimo metodo STAR entra in gioco per aiutarti a convincere il responsabile delle risorse umane che sei il candidato ideale senza dare una risposta generica e inefficace.

In questo articolo spiegheremo cos’è il metodo STAR e come usarlo, portando ad esempio  una lista di domande comportamentali con risposte complete.

 

Cos’è il metodo STAR e perché utilizzarlo?

Lo STAR è un metodo collaudato che può aiutare un candidato a fornire risposte ponderate che abbiano un inizio, una parte centrale e una fine formulate in maniera corretta, esaustiva e soprattutto persuasiva.

STAR è un acronimo inglese che sta per Situation (Situazione), Task (Compito svolto), Action (Azione intrapresa) e Result (Risultato ottenuto).

Questo metodo ti permette di raccontare una storia chiara che inizia con un problema (la situazione), passa al compito che ti è stato assegnato, segue l’azione che hai intrapreso per risolvere svolgere il compito e risolvere il problema e finisce con il risultato finale.

Idealmente, dovrebbe essere una storia a lieto fine, che mette in risalto le tue performance lavorative.

Per approfondire: cosa dire ad un colloquio di lavoro e cosa non dire mai

 

Come usare il metodo STAR per rispondere alle domande comportamentali del colloquio

Imparare a usare il metodo STAR è molto utile per prepararsi ai colloqui di lavoro, soprattutto per i molti candidati che hanno difficoltà a focalizzare l’attenzione del recruiter sulle informazioni che li aiuteranno a dare una buona impressione.

Anche se un candidato racconta una storia in cui è stato l’eroe, se la storia non viene raccontata bene, il messaggio finale andrà perso. Una storia disordinata potrebbe confondere o addirittura infastidire un addetto delle risorse umane. Esattamente l’opposto di come comportarsi a un colloquio di lavoro.

Grazie al metodo STAR il candidato sarà in grado di raccontare delle sue precedenti esperienze lavorative in modo logico e chiaro, ma bisogna sapersi preparare.

 

Di seguito una lista delle domande che devi porti per preparare ogni sezione dello STAR.

Situazione: riporta un esempio concreto e rilevante per il contenuto della domanda. Metti in evidenza la complessità della situazione.

  • Cosa è successo?
  • Come è successo?
  • Chi era implicato?
  • Qual era il problema cruciale?

Compito: Descrivi la tua responsabilità nella situazione.

  • Quali responsabilità ti sei assunto per risolvere il problema?
  • Il tuo manager ti ha assegnato questo compito?
  • Ti sei fatto carico di questo compito da solo?
  • Dei colleghi sono stati coinvolti?

Azione: spiega ogni cos’hai fatto per risolvere il problema passo passo.

  • Cosa hai fatto per prima cosa?
  • Come ha risposto la persona/situazione?
  • Cosa hai fatto dopo?

Risultato: Condividi i risultati delle azioni che hai intrapreso e delle tue performance lavorative.

  • Qual è stato il risultato finale di quella determinata situazione?
  • Il tuo manager era soddisfatto?
  • Hai continuato a gestire questo problema con il passare del tempo?
  • Ti sono state date nuove responsabilità in seguito?

 

Come si svolge un colloquio comportamentale

Ogni recruiter ha il suo sistema e ogni intervista si svolge in modo diverso, ma in generale un colloquio comportamentale include un mix di domande ipotetiche (domande scenario) e domande di approfondimentoe a volte anche delle domande condizionali. Preparati a dare risposte a domande aperte così come a risposta chiusa.

Lo scopo di queste domande è valutare non solo le tue competenze tecniche, ma anche le tue capacità di astrazione, di comunicazione, di vendita e la tua abilità cognitiva. Insomma, le tue soft skills.

Ma andiamo a vedere ora degli esempi concreti.

 

20 esempi di domande comportamentali e come rispondere col metodo STAR

1. Mi parli di una sfida o di un conflitto che ha affrontato sul lavoro. Come lo ha gestito?

Situazione: “Un collega con cui lavoravo regolarmente a diversi progetti è stato in malattia per una settimana e mezza”.
Compito: “Ho dovuto capire come finire i nostri progetti in tempo senza di lui”.
Azione: “Per prima cosa ho organizzato tutti i compiti che dovevo completare in una linea temporale. Poi ho liberato nella mia agenda tutto il tempo necessario da dedicare al progetto”.
Risultato: “Grazie al duro lavoro e alla definizione delle priorità, sono riuscito a finire il progetto in tempo”.

3. Ha mai dovuto prendere una decisione impopolare? Come l’ha gestita?

Situazione: “Il mio manager mi ha messo a capo di un progetto di squadra ed eravamo sul punto di non rispettare una scadenza”.
Compito: “Dovevo scegliere se restare fino a tardi anche se eravamo esausti o lavorare nel fine settimana per finire il lavoro”.
Azione: “Ho deciso che il nostro risultato finale sarebbe stato migliore se avessimo lavorato nel fine settimana. Ho spiegato perché ho deciso così e ho detto alla mia squadra che avrei portato la colazione.
Risultato: “Anche se nessuno era contento di venire  lavorare di sabato, tutti hanno capito le mie ragioni e hanno apprezzato la colazione in ufficio. Morale: abbiamo finito il progetto in tempo e senza errori”.

2. Descriva una circostanza specifica in cui si è trovato sotto pressione sul lavoro. Come ha reagito?

Situazione: “Durante le vacanze, ho finito per essere l’unico del mio team che è riuscito a venire in ufficio un giorno”.
Compito: “Ho dovuto vagliare il mio solito numero di chiamate al servizio clienti, oltre a coprire i telefoni di tutti gli altri”.
Azione: “Ho trasformato la mia scrivania in una vera e propria ‘centrale di comando’ in modo da avere tutte le informazioni necessarie pronte all’uso e abbastanza materiale per prendere appunti e rispondere ai messaggi dei miei colleghi”.
Risultato: “Sono stato in grado di rimanere calmo e allegro tutto il giorno e non ho perso una chiamata o dimenticato un messaggio. Il mio supervisore ha persino ricevuto una recensione positiva sul servizio clienti quel giorno”.

4. Mi racconti un errore che ha commesso. Come l’ha gestito?

Situazione: “Ho dimenticato di dare un messaggio di uno dei nostri clienti difficili al mio capo, il che ha fatto sì che il cliente aspettasse una chiamata che il mio capo non ha mai fatto”.
Compito: “Dovevo assicurarmi che il mio capo venisse a conoscenza della situazione e potesse occuparsene”.
Azione: “Ho detto al mio capo cosa era successo e mi sono scusato. Mi sono offerto di parlare con il cliente se pensava che potesse aiutare. Poi, ho impostato un nuovo sistema di appunti per aiutarmi a tenere meglio traccia dei messaggi che ricevevo”.
Risultato: “Il mio capo è stato in grado di riparare al danno con il cliente e da allora non ho più perso un messaggio telefonico”.

5. Ci spieghi una situazione in cui ha usato i dati o logica per esprimere la propria opinione.

Situazione: “Parte delle mie responsabilità nel mio ultimo lavoro era di esaminare i dati di performance delle nostre campagne di social media marketing”.
Compito: “Dovevo dire al team di progettazione grafica come orientarsi per la prossima serie di grafici, e ho notato che i post con una grafica più colorata ricevevano il doppio dei clic rispetto agli altri nostri post”.
Azione: “Ho tirato fuori le statistiche rilevanti per ogni post e le ho messe in un grafico di facile lettura che mostrava i risultati. L’ho presentato con la mia raccomandazione di creare una grafica più colorata”.
Risultato: “I designer hanno seguito il mio suggerimento, e la successiva campagna di social media ha ottenuto il doppio dei risultati di quella precedente”.

6. Mi racconti di una volta in cui ha involontariamente offeso o fatto arrabbiare qualcuno. Cosa è successo e come ha gestito la cosa?

Situazione: “Al mio primo lavoro come assistente amministrativo, non avevo capito che il mio capo non voleva che gli altri sapessero quando andava dal dentista o altri appuntamenti personali. Un giorno, quando un altro capo dipartimento mi chiese dove fosse, gli dissi che era andato dal dentista e che sarebbe tornato presto”.
Compito: “Quando il mio capo ha scoperto quello che era successo, si è arrabbiato. Dovevo rimediare e riguadagnare la sua fiducia”.
Azione: “Sono andato da lui di persona e mi sono scusato. Ho spiegato che non avevo intenzione di offenderlo e che avevo semplicemente supposto troppo. Ho promesso che non sarebbe più successo e gli ho anche chiesto cosa avrebbe voluto che dicessi alla gente in futuro”.
Risultato: “è stato comprensivo e mi ha detto consigliato come rispondere futuro. Da allora mai più un malinteso”.

7. Descriva una volta in cui hai dovuto dare delle cattive notizie. Come ha fatto?

Situazione: “Il mio team aveva perso un cliente importante a favore di uno dei nostri più recenti concorrenti, ma non era colpa nostra”.
Compito: “Ho dovuto dire al nostro supervisore cosa era successo”.
Azione: “Mi sono incontrato con lei a tu per tu e ho iniziato dando buona notizia: avevamo aumentato i nostri nuovi contatti ogni giorno. Poi le ho detto che avevamo perso un altro cliente e ho finito con altre buone notizie, dicendo che il team era ancora più motivato a fare più vendite”.
Risultato: “Il mio supervisore si sentiva incoraggiato e durante la prima delle nostre riunioni settimanali ci ha ringraziato per l’ottimo lavoro”.

8. Mi racconti di una volta in cui ha lavorato con altri dipartimenti per completare un progetto.

Situazione: “Facevo parte di un progetto che coinvolgeva sia il reparto IT in cui lavoravo che il reparto di progettazione grafica”.
Compito: “Come caposquadra del nostro team dovevo facilitare la cooperazione tra i due dipartimenti”.
Azione: “Ho creato un database condiviso dove tutti potevano seguire i progressi del progetto, condividere i file e comunicare gli aggiornamenti con tutto il team”.
Risultato: “Entrambi i dipartimenti hanno apprezzato il sistema e tutto è filato liscio come l’olio”.

9. Mi racconti di una volta in cui si è prefissato e raggiunto un obiettivo.

Situazione: “All’inizio dell’anno mi sono ripromesso di migliorare la mia esperienza con Photoshop”.
Compito: “Per farlo, dovevo trovare un modo per imparare e far pratica”.
Azione: “Ho trovato un corso online affidabile e ho stilato un programma che mi ha permesso di completare il corso e 12 progetti su Photoshop entro la fine dell’anno”.
Risultato: “Alla fine dell’anno avevo completato le mie lezioni e tutti i progetti pratici, che ho mostrato al mio supervisore. È rimasta sorpresa e mi ha chiesto di completare un paio di progetti extra per aiutare i nostri grafici oberati di lavoro”.

10. Mi racconti di una volta in cui ha dovuto convincere qualcuno a fare qualcosa.

Situazione: “I computer che usavamo noi contabili nel nostro studio erano vecchi e lenti”.
Compito: “Essendo l’impiegato più anziano, ho dovuto convincere il nostro capo ufficio ad acquistarne di nuovi”.
Azione: “Ho chiesto ai miei colleghi quali problemi specifici avevano con i loro computer e quanto tempo pensavano di perdere. Li ho poi raccolti in una presentazione, che ho mostrato al nostro responsabile dell’ufficio”.
Risultato: “Il nostro manager è rimasto favorevolmente colpito dal nostro lavoro di squadra e dal nostro sforzo e sì è convinto ad acquistare dei nuovi computer”.

 

11. Descriva una volta in cui ha avuto un conflitto con un collega. Come lo ha gestito?

Situazione: “Dopo circa tre anni di attività in azienda, il nostro dipartimento ha assunto un nuovo dipendente che avrebbe dovuto aiutarmi con il mio carico di lavoro che era aumentato”.
Compito: “La mia nuova collega si è rifiutata di mettere insieme i report nel modo in cui le ho mostrato, con il risultato che il mio supervisore si è arrabbiato con me perché i report erano sbagliati”.
Azione: “Ho programmato un incontro con l’impiegata, spiegandole cosa stava succedendo e chiedendole di lavorare nel modo che le avevo mostrato, per evitare che accadesse di nuovo”.
Risultato: “La mia collega mi ha ringraziato e si è scusata per non aver ascoltato la prima volta. Non l’ha più fatto”.

12. Ha mai dovuto motivare gli altri? Come ha fatto?

Situazione: “Quando lavoravo come illustratore medico, ero in un team noto per essere lento nel completare i progetti”.
Compito: “Sapevo che dovevo essere io a tenere tutti motivati e sulla buona strada”.
Azione: “Sono andato alla nostra prima riunione con entusiasmo e ho suggerito di fissare delle scadenze per ogni fase del progetto. Ho anche suggerito di darci una ricompensa ogni volta che rispettavamo una scadenza”.
Risultato: “Anche se non abbiamo rispettato tutte le scadenze lungo il percorso, abbiamo finito il progetto in tempo, cosa rara per quel team”.

13. Mi racconti di una volta in cui ha dovuto completare un compito entro una scadenza stretta. Come ha affrontato il problema?

Situazione: “Mi è stato affidato un importante progetto di codifica che dovevo completare in metà tempo”.
Compito: “Ho dovuto pianificare attentamente il progetto per essere sicuro di portarlo a termine”.
Azione: “Ho suddiviso il progetto in compiti individuali, poi ho stimato il tempo necessario per ciascuno di essi. Ho trovato il tempo per ciascuno di essi insieme a qualche extra nel caso in cui qualcosa fosse andato storto”.
Risultato: “Ho rispettato con successo la scadenza e non ho dovuto fare straordinari”.

14 Come ha reagito a un membro del team che non faceva il suo dovere?

Situazione: “Facevo parte di un team interdipartimentale che lavorava a un importante progetto aziendale e uno dei membri del team non riusciva a consegnare sempre la sua parte del progetto in tempo, rallentando così tutti gli altri”.
Compito: “Era l’unico membro del team che faceva parte del mio dipartimento, quindi sapevo che spettava a me fare qualcosa”.
Azione: “L’ho preso da parte e gli ho detto privatamente che avevamo davvero bisogno di lui per completare il progetto e che se non si sentiva in grado di farcela doveva dircelo in modo che potessimo trovare qualcun altro”.
Risultato: “Si è scusato e da quel momento ha fatto sempre portato a termine il suo lavoro in tempo”.

 

15. Mi racconti di una volta in cui ha preso l’iniziativa.

Situazione: “Quando lavoravo come insegnante, l’armadio delle scorte comuni in aula era sempre in disordine, rendendo difficile trovare i materiali di cui tutti avevamo bisogno”.
Compito: “L’armadio doveva essere pulito e ho deciso di farlo io”.
Azione: “In un giorno in cui sapevo che non avrei avuto molti incarichi, sono rimasta dopo la scuola e ho riorganizzato tutto”.
Risultato: “Ora tutti noi insegnanti possiamo trovare i materiali di cui abbiamo bisogno molto più velocemente, e la scuola sta risparmiando denaro perché non deve riordinare gli articoli che abbiamo ma non riuscivamo a trovare”.

16. Descriva una volta in cui ha faticato a costruire un buon rapporto con un collega. Cos’ha fatto e ha avuto successo?

Situazione: “Avevo una collega addetta alla reception che non voleva parlare con me per quanto mi sforzassi”.
Compito: “Volevo connettermi con lei dato che dovevamo lavorare a stretto contatto ogni giorno”.
Azione: “Ho notato che aveva un sacco di attrezzatura da corsa sulla scrivania, così le ho chiesto qualche consiglio su come iniziare a correre”.
Risultato: “Si è subito aperta e ha cominciato a parlare una volta che ha capito che ero veramente interessato. Abbiamo finito per chiacchierare tutto il giorno e ora abbiamo un ottimo rapporto”.

17. Mi descriva il suo primo lavoro. Come ha imparato il mestiere?

Situazione: “Il mio primo lavoro è stato in un’agenzia pubblicitaria”.
Compito: “Era un lavoro frenetico, quindi c’era molto da imparare e velocemente”.
Azione: “Ho fatto domande e preso appunti in modo da dover chiedere solo una volta, e appena completato un progetto chiedevo subito un feedback per fare meglio la volta successiva”.
Risultato: “Dopo poche settimane, ero in grado di completare tutti i progetti in maniera del tutto indipendente e con pochi errori”.

18. Descriva una situazione in cui sapeva di avere ragione ma ha dovuto invece seguire le istruzioni del suo capo.

Situazione: “Quando lavoravo per la direzione di una società di vendita al dettaglio. Il mio capo annunciò che stavamo per implementare un nuovo metodo per il rifornimento dei negozi”.
Compito: “Sapevo, avendo lavorato in altri negozi in passato, che il nuovo metodo sarebbe stato difficile da portare avanti per il personale e avrebbe comportato un eccesso di scorte in magazzino”.
Azione: “Ne ho parlato al mio capo, ma lui ha detto che le cose sarebbero andate così e mi ha detto di comunicare la decisione”.
Risultato: “Anche se non ero d’accordo, l’ho inviata proprio come voleva lui”.

19. Mi racconti di una volta che ha ricevuto delle critiche sul lavoro. Come si è comportato?

Situazione: “Durante il mio primo lavoro nelle comunicazioni, un collega mi disse che le mie e-mail erano spesso difficili da gestire”.
Compito: ” Dovetti prendere questa critica e rimediare, specialmente perché lavoravo nelle comunicazioni e avevo bisogno che le mie email venissero percepite come dovevano”.
Azione: “La ringraziai per la franchezza e da allora ho sempre aggiunto un saluto amichevole e una riga di presentazione a ogni e-mail.
Risultato: “Le chiesi di rileggere le mie e-mail e lei mi disse che le trovava più amichevoli”.

20. Può raccontarmi di una volta in cui è stato particolarmente importante impressionare un cliente? Come ci è riuscito?

Situazione: “Uno concorrenti stava provando ad ingaggiare uno dei nostri migliori clienti”.
Compito: “Avevo in programma un incontro col cliente per rinnovare il contratto fino alla fine dell’anno”.
Azione: “Sapevo per esperienza quanto apprezzassero chi fosse in grado di semplificare i loro processi. Le mostrai come avremmo gestito i loro ordini, incluso programmare quando avrebbero dovuto ordinare i prodotti più venduti, in modo da trarre il massimo vantaggio dagli sconti stagionali”.
Risultato: “Rimasero molto colpiti, ci ringraziarono per lo sforzo fatto e rinnovarono il contratto”.

 

Per approfondire: le 125 domande da colloquio più frequenti