Negoziazione in ENEL: incontro con Giuseppe Meduri

Nel corso del terzo atelier formativo del programma Employability 2.1, svoltosi il 12 e il 13 Novembre presso la sede Enel di Roma, i ragazzi partecipanti hanno incontrato Giuseppe Meduri, Head of Institutional Affairs Enel Italy.
Meduri, dopo aver presentato una breve panoramica dell’azienda, ha incentrato il proprio intervento su una spiegazione a tutto tondo dell’operatività che caratterizza l’unità Affari Istituzionali di Enel, collegandola saldamente ai temi caratterizzanti la sessione formativa, ossia l’attività di negoziazione e la comunicazione efficace. Sono stati inoltre proposti a titolo di esempio dei casi aziendali concreti, atti a mostrare l’importanza e la complessità della negoziazione ad alto livello.
L’unità Affari Istituzionali di Enel è la più importante interfaccia di relazione dell’azienda con gli affari istituzionali territoriali, e svolge prevalentemente attività di negoziazione, sia interna che esterna: in quest’ottica, Meduri si configura non solo come portatore di interessi dell’azienda, ma anche come portatore di interessi del Paese. Poiché infatti le grandi aziende hanno molteplici decisori, devono possedere un soggetto che sia in grado di fornire una visione di sintesi non solo coerente con le esigenze interne, ma anche con i bisogni nazionali.

L’attività di lobbying e negoziazione, pur così primariamente importante per le aziende nazionali, non è regolata da alcuna normativa, rischiando così di prestarsi a malversazioni ed usi impropri, nonché di essere soggetta a bassa considerazione da parte dell’opinione pubblica. Sarebbe pertanto apprezzabile poter scindere la parte patologica dalla natura etica di questa attività. Invero, il mestiere del lobbista è estremamente delicato, poiché egli deve essere in grado di addivenire a complessi accordi con interlocutori istituzionali, dispiegando le proprie proposte solitamente in pochissimo tempo, dai 15 ai 30 minuti: ecco che entra prepotentemente in gioco la dote dell’assertività. Lo scopo ultimo del lobbying non si identifica semplicemente con la creazione di valore, bensì giunge fino alla generazione di consenso; l’output non può essere solo un aumento dell’utile netto dell’azienda, ma deve abbracciare un aumento dell’indotto e dell’occupazione: più in generale, deve sussistere una visione strategica macroeconomica.

In definitiva, dalla testimonianza di Giuseppe Meduri i ragazzi di Employability 2.1 hanno tratto un insegnamento di fondo: nonostante siano ancora molti coloro i quali ritengono nel complesso il lobbying un’attività “occulta” ed “illecita”, se questa viene fatta non con obiettivi di prevaricazione ma in modo etico e corretto, può originare molteplici benefici sia per l’azienda che per la collettività.
«A lobbyist needs ten minutes and three pages to explain me a problem. My aides need three days and a ton of paperwork». John F. Kennedy

Author: l.russo

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