La fiducia nel cambiamento: incontro con Alessandro Rampolla

Durante il quinto Atelier di Employability 2.1, dedicato alla tematica del Managing your bosses, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Alessandro Rampolla, Direttore Generale di ELIS con un passato di incarichi di crescente responsabilità in aziende nazionali ed internazionali quali Procter&Gamble e Ferrari.

Rampolla ci ha raccontato come abbia attraversato il cambiamento passando da una realtà lavorativa ad un’altra, affrontando di volta in volta un nuovo contesto professionale,  un nuovo ambito di business e diverse posizioni, accogliendo sempre di buon grado nuove sfide e sfruttando il cambiamento come catalizzatore di crescita e maturazione.

Rampolla esprime un’idea singolare di successo: la capacità di riuscire a lavorare insieme agli altri, elaborando dei contenuti teorizzati dalla Harvard Business School, ci ha offerto spunti di riflessione sulle modalità in cui sia possibile ottenere successo passando per la costruzione di un valido rapporto con il proprio capo. Il successo di capo e collaboratore sono strettamente legati ed è importante ricordare che una buona relazione con il proprio capo smorza di gran lunga lo stress accumulabile sul luogo di lavoro.

Rampolla ha articolato un elenco di consigli da seguire nell’approccio con il capo tra i quali: “Leggi qualunque cosa sul capo ed impara a capire chi hai davanti, qual è la sua concezione di successo, quali i suoi obiettivi, quali le competenze possedute e come sia possibile entrare in sinergia con lui”; “Adatta il tuo comportamento alle situazioni: è importante capire il framework di relazioni accettato nel contesto lavorativo, ciò che può cambiare e ciò che non cambierà mai. Il livello di rischio è molto alto se si rimane gli stessi nelle diverse situazioni e se non ci si mette in discussione” e “Sii un buon ascoltatore: l’ascolto permette di porre le domande giuste”.

Ma tra i molti, il suggerimento che più ci ha colpito è “Renditi indispensabile per il capo: cerca di fornire un valore aggiunto, offrendo il tuo punto di vista, mostrando coraggio, determinazione e volontà realizzatrice nell’espressione del tuo pensiero.”

D’altro lato, tra le indicazioni sui comportamenti da non osservare ci ha suggerito: “Mai alimentare chiacchiere sul capo “nei corridoi”: è solo una questione di tempo che quanto confidato giunga alle orecchie sbagliate e alle sue” e “Mai essere uno Yes Man, articolando in ogni caso il proprio pensiero che si tratti di un consenso o di un dissenso da quanto affermato dal proprio capo.”

Così, avviando il discorso dalla sua esperienza di cambiamento, passando per la percezione di successo maturata e di come su questo abbia una forte influenza il rapporto con il capo, Rampolla ha concluso esponendo il Bridges’ Transition Model. Modello che suggerisce il comportamento di ciascun essere umano nei confronti di una transizione e che ci aiuta a comprendere quanto siano comuni le sensazioni di attraversare una rivoluzione emotiva, una fase di incertezza, confusione e impazienza, che sfociano, al termine del percorso evolutivo, in un nuovo inizio, che prende avvio dal momento in cui cominciamo a raccogliere frutti dei nostri sforzi.

L’intervento di Rampolla ci ha offerto una dose massiccia di ossigeno per le nostre naturali ritrosie al cambiamento, incoraggiandoci ad affrontare la relazione con il capo in modo ‘transitivo’ e dinamico, un rapporto continuamente in evoluzione come ogni transizione.

Author: l.russo

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