Adaptability & Flexibility con Davide Dattoli

Davide Dattoli è un ragazzo di 25 anni, pieno di passione.

La passione è una cosa bella. Ed è una cosa rara. È ovvio tutti quanti abbiamo qualcosa che ci piace fare, a me piace leggere, ascoltare la musica, passare ore davanti ai videogiochi, però la passione è una roba un po’ diversa. È un qualcosa che ti porta a sedici anni a diventare un esperto di quella materia e se sei fortunato, particolarmente capace, se non sei appassionato di francobolli, allora puoi trovarti a 21 anni a poter mollare l’università davanti a un’offerta di lavoro ottima, dentro un grande gruppo editoriale, per fare esattamente il lavoro che vuoi fare, e se hai una, due, tre marce in più del normale, puoi anche ritrovarti a 25 anni a dirigere un’impresa internazionale, un’impresa tua, una delle realtà tra le più innovative e intriganti del panorama delle startup italiane.
Questa è un po’ la storia di Davide Dattoli… almeno finora, perché di sicuro farà altre cento cose prima dei trenta. È una storia vincente, da infilare in una cornice, da appendere al muro delle università italiane, da mostrare a tutti i giovani studenti aspiranti qualcosa. Il messaggio è chiaro: “Seguite la vostra passione, nella vita cercate di fare quello che vi piace fare e potrete arrivare ovunque!”.
Alessandro Lamanna, nei due giorni di lezione sul tema “Adaptability & Flexibility” e anche poco prima che Davide entrasse in aula, ha parlato a lungo di questo tema, della necessità di porsi un obiettivo, focalizzare una Stella Polare da seguire, la North Star che bisogna fare di tutto per raggiungerla, per poi spostarla un po’ più lontano una volta raggiunta. È un concetto che appena lo sento trovo subito interessante, affascinante: suona un po’ come la ricetta del successo o addirittura della felicità.
La verità è che l’identificazione della propria stella polare e quindi delle proprie prospettive è un percorso molto complesso. Il progetto Employability 2.1 fa parte di questo processo e lo veicola: mediante esperienze come l’incontro con Davide si ha la possibilità di porsi domande scomode e inusuali che ci spingono a migliorarci. La sua esperienza è un punto di riferimento.

Author: l.russo

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